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17 ott 2017

Presidenziali in Slovenia: si vota il 22 ottobre

immagine da wikipedia
Si terrà domenica 22 ottobre il primo turno delle elezioni presidenziali in Slovenia, tre settimane dopo è in programma l'eventuale ballottaggio. Le scadenze elettorali inizieranno a decorrere dal 21 agosto. Il nuovo capo dello stato presterà giuramento davanti all'assemblea parlamentare il 22 dicembre, entrando formalmente in carica il giorno successivo, quando scade il mandato dell'attuale presidente Borut Pahor, insediatosi il 23 dicembre di cinque anni fa.
Saranno queste le seste elezioni presidenziali della Slovenia indipendente. Tra i candidati che hanno già confermato la loro volontà di partecipare alla corsa, c'è il presidente uscente Pahor, che si presenterà come indipendente ma avrà l'appoggio, almeno del partito socialdemocratico, la leader di Nuova Slovenia, Ljudmila Novak, l'ambasciatore sloveno in Macedonia Milan Jazbec, il sindaco di Kamnik, Marjan Šarec e il poeta Andrej Rozman. Ha invece smentito l'intenzione di candidarsi il presidente della Camera di Stato Milan Brglez, che ha firmato l'atto di indizione delle elezioni, presentanto al contempo i dati tecnici delle scadenze elettorali.
Per la candidatura sono necessarie le firme di sostegno di dieci deputati, a prescindere dal gruppo parlamentare, oppure di 5 mila elettori, ma è anche possibile il sostegno di un partito, attraverso le firme di tre deputati o quelle di 3 mila elettori. Brglez ha evidenziato quelli che sono i valori che devono contraddistnguire un presidente della repubblica come il coraggio, l'onestà, la sincerità e la moralità. La Slovenia ha bisogno di una persona che si faccia sentire ogni qualvolta c'è da prendere posizione sulle questioni sociali più impellenti, ha detto Brglez, il presidente della repubblica rappresenta la suprema autorità morale e politica dello stato ed è perciù giusto esprima la propria opinione su tutto quello che succede nella società slovena. 
Sarà il secondo appuntamento con le urne per il milione e 700 mila aventi diritto nel giro di un mese. Ricorderemo che il 24 settembre è in programma il referendum sulla legge sul secondo binario Capodistria Divaccia. (ld)

16 ott 2017

Iščejo rešitve za Učjo - In cerca di soluzioni per Uccea


Dimenticata da decenni, Uccea/Učja, un borgo piccolo sì, con pochi abitanti anche, ma strategico, con le sue strade: un’arteria che collega l’Italia con la Slovenia tramite la ex statale, oggi regionale 646, e con la via che mette in comunicazione il paesino con la Val Resia, passando per Sella Carnizza/Karnica.
Siamo a ridosso dell’area protetta del Parco delle Prealpi Giulie, in una zona turistica, percorsa ogni anno da migliaia di ciclisti e motociclisti, senza contare gli escursionisti. Eppure pare che, a eccezione del Comune, nessun ente si voglia interessare a quest’area. Senza telefono o con linee a singhiozzo da più di 10 anni. Un’ex caserma, quella della finanza, che cade a pezzi e inquina. Senza copertura per la telefonia mobile, con tutti i rischi che questo comporta per residenti, automobilisti e turisti italiani e stranieri. Una parte di montagna dalle enormi potenzialità lasciata a sé stessa, con percorsi della vecchia guerra fredda non valorizzati, depredati, arrugginiti, sconosciuti.
La goccia che fa traboccare il vaso arriva il 10 agosto scorso. La causa un nubifragio, che non è il primo. Ma è più forte e fa cadere tralicci della corrente e tantissime piante. Il versante è massacrato: 300mila metri quadrati di territorio a pezzi. Non si passa sulla strada. Uccea e i suoi abitanti di «serie b» restano isolati per giorni: sono solo 17 ma pagano le tasse e le bollette come tutti, oltre a mantenere viva la frazione. Uccea non è la terra di nessuno: è un paese con la dignità di qualunque altro borgo abitato. Allora gli alberi vengono rimossi. Ma la strada, la regionale, non è comunque agibile tra Passo Tanamea e il bivio per Uccea: ci possono transitare solo i mezzi di emergenza. Chiunque altro, se passa, lo fa a suo rischio e pericolo. Anche adesso.
Il sindaco di Resia, Sergio Chinese, non ci vede più e convoca con la massima urgenza il sindaco di Bovec, Valter Mlekuž, e Friuli Venezia Giulia Strade. Se la regionale 646 non è in ordine, infatti, Enel non può procedere con la posa di una rete interrata capace di garantire continuità di fornitura alle famiglie di Uccea. A oggi, infatti, tutte le utenze sono collegate a un generatore. Ma presto farà freddo, arriverà la neve. Le difficoltà aumenteranno. Non si può aspettare.
Al vertice vengono date rassicurazioni: meno di un mese d’attesa e poi, almeno per quanto riguarda la corrente, le cose torneranno alla normalità. E-Distribuzione ha già ottenuto le autorizzazioni necessarie: interrerà circa due chilometri di linea di media tensione da 20.000 volt. Fvg Strade, per cui sono intervenuti il presidente Giorgio Damiani e il direttore della divisione esercizio Sandro Didonè, sta lavorando per il ripristino della viabilità e assicura che entro il 31 ottobre la 646 sarà riaperta, a senso unico alternato; nella stessa occasione sarà anche predisposto lo scavo per il posizionamento dei cavi elettrici.
Risolto quel problema, però, rimane quello telefonico, per cui il sindaco ha già sporto formale denuncia-esposto alla Procura di Udine. Sembra la sceneggiatura di un film degli anni Cinquanta, invece è la dura realtà che va in scena, sempre più spesso, nei paesi dimenticati sul confine tra il Friuli e la Slovenia. (Paola Treppo)
Učja je majhna gorska vas z majhnim številom prebivalcev, preko katere pelje bivša državna cesta, današnja deželna cesta 646, ki Italijo poveže s Slovenijo. Iz Učje se preko sedla Karnica vozijo tudi v dolino Rezije.
Vas se nahaja blizu varovanega območja Parka Julijskih Predalp. Območje vsako leto obiskuje na tisoče kolesarjev, motoristov in pohodnikov.
Že več kot deset let Učja z okolico ne razpolaga s stalnimi telefonskimi povezavami. Tu niso dosegljivi niti mobilni telefoni. Objekti iz hladne vojne se tam nahajajo pozabljeni, saj jih ne vrednotijo.
V četrtek, 10. avgusta, se je splošno stanje precej poslabšalo zaradi neurja, ki je podiralo drevesa in električne drogove. Posledice lahko še danes opažamo na 300.000 kvadratnih kilometrov. Po cesti ni bilo dovoljeno voziti in tako so Učjarji ostali brez nobene povezave s svetom za mnoge dni . Saj jih je le 17. Kasneje so drevesa odstranili, a ostaja vsekakor cesta še zdaj prevozna le za reševalna vozila med prelazom Ta-na-meji in razpotjem za Učjo.
Rezijanski župan Sergio Chinese je pred kratkim sklical nujno srečanje z bovškim županom Valterjem Mlekužem in deželno cestno družbo Friuli Venezia Giulia Strade. Deželno cesto 646 mora spet biti pospravljena, da lahko italijanska energetska družba Enel položi podzemne kable in zagotavlja Učjarjem električno oskrbo. Trenutno obremenjujejo vsa gospodinjstva en generator. Vendar bo kmalu prišla zima z mrazom, snegom in večjimi težavami.
Na srečanju so zagotovili, da bodo v Učji spet razpolagali z električno oskrbo. V imenu družbe Fvg Strade sta predsednik Giorgio Damiani in direktor Sandro Didonè zagotovila, da bo deželna cesta 646 do 31. oktobra spet odprta, promet bo pa urejen izmenično enosmerno. Hkrati se bodo lotili tudi polaganja kablov.
V zvezi s telefonskimi težavami Učjarjev je rezijanski župan Sergio Chinese že vložil ovadbo na vidensko javno tožilstvo.

Spoštovati jezikovno dediščino - Rispetto per il patrimonio linguistico

Si terrà nella chiesa del Sacro cuore a Merso di Sopra, con ogni probabilità sabato, 11 novembre (la data non è ancora definitiva), la messa di ingresso di don Michele Molaro, che guiderà le parrocchie di San Leonardo e Stregna (ora il parroco è don Michele Zanon) nonché di Liessa, Drenchia e Tribil Superiore (finora guidate da don Federico Saracino). La celebrazione sarà presieduta dall’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato.
Nato nel 1971, don Molaro, originario di Coderno di Sedegliano, paese natio di padre Davide Maria Turoldo, è entrato in seminario a 11 anni. Dopo gli studi di teologia a Udine e a Castellerio e un anno di diaconato nella comunità arcipretale di Codroipo, è stato ordinato sacerdote nel 1996. Fino al 2000 è stato vicario parrocchiale a Gemona del Friuli. Nei dieci anni successivi è stato parroco a Resiutta e Chiusaforte, in Canal del Ferro. Dal 2010 ad oggi ha guidato la comunità di Sappada.
Don Molaro, con quale spirito ha accolto il nuovo incarico nella parrocchia di San Leonardo e delle sue valli?
«La mia esperienza finora è avvenuta nella zona della pedemontana e in aree montane. La montagna mi piace e indubbiamente questa è un’esperienza nuova perché non conosco le Valli del Natisone, di cui ho visitato solo San Pietro e San Leonardo. Mi rendo conto che il territorio è frazionato in molti piccoli centri dislocati e con una comunità numericamente ridotta».
5Presveto SrcePrenderà il posto anche di don Federico Saracino, che lascia una positiva impronta nella parrocchia di Liessa, dove ha operato nel solco del rispetto della lingua e cultura slovene locali. Intende proseguire lungo questo percorso?
«Non conosco le problematiche. Sono reduce da sette anni a Sappada, dove si parla il sappadino, un dialetto germanofono, di cui ho imparato qualche parola e forme di saluto che esprimevo durante la liturgia. Cercherò di calarmi nella realtà delle Valli e non sono prevenuto verso il patrimonio linguistico e culturale locale. Sono friulano di origine, ho sempre parlato in friulano a casa e capisco l’attaccamento alle proprie origini».
La realtà che andrà a guidare è composta da una miriade di piccole comunità con una forte presenza di anziani. Come intende garantire a tutti il servizio pastorale?
«Ne ho parlato con chi mi ha preceduto. È necessario il confronto e cercare di venirsi incontro, considerato l’esiguo numero di sacerdoti, perché sono cinque le realtà pastorali da seguire. Non conosco le realtà di Liessa, Drenchia e Tribil. La prima preoccupazione sarà quella di informarmi sulla realtà anche per quanto riguarda il coinvolgimento dei giovani nella vita pastorale».
Come intende valorizzare il ruolo dei laici?
«Nelle collaborazioni pastorali il laico avrà un ruolo sempre più determinante in tanti servizi, da quello liturgico alla visita agli anziani, dall’impegno con i ragazzi alla cura delle chiese e all’impegno negli organi pastorali. Lavorare con i laici è essenziale, bisogna vedere in che modo, quali sono le competenze e la disponibilità sul territorio». (Larissa Borghese)
Točnega datuma niso še potrdili, vendar bo zelo verjetno g. Michele Molaro v cerkvi Presvetega srca Jezusovega v Dolenji Miersi prvič maševal v soboto, 11. novembra. Mašo bo vodil videnski nadškof, msgr. Andrea Bruno Mazzocato.
G. Michele Molaro, ki bo vodil župnije Podutana, Sriednje, Liesa, Dreka in Gorenji Tarbij, se je rodil leta 1971. Prihaja iz furlanskega kraja Coderno di Segliano, kjer se je rodil tudi pater Davide Maria Turoldo. Ko je šel v semenišče je bil star 11 let. Po študiju teologije v Vidnu in Castelleriju in po enem letu kot diakon v Codroipu, je leta 1996 bil posvečen v duhovnika. Do leta 2000 je bil župnjiski vikar v mestu Gemona del Friuli. Nato je deset let služboval kot župnik na Bili in v Klužah v Železni dolini. Od leta 2010 je postal župnik v Sappadi, kjer ob italijanščini govorijo lokalno različico nemškega jezika.
V pogovoru za petnajstdnevnik Dom je g. Molaro izjavil, da se bo pozanimal za stanje v Nediških dolinah, ker jih trenutno ne pozna veliko. Zanj je zelo pomembno vključevanje mladih v pastoralno življenje in prav tako vključevanje laikov na splošno. Novi župnik je furlanskega porekla. S tem, da je doma zmeraj govoril furlansko, razumeva navezanost na korenine. V Sappadi se je tudi naučil nekaj besed in izrazov v tamkajšnji različici nemščine (plodarisch), ki jih je uporabil med liturgijo. O domači jezikovni in kulturni dediščini nima predsodkov.
http://www.dom.it/spostovati-jezikovno-dediscino_rispetto-per-il-patrimonio-linguistico/

15 ott 2017

Terski trg bo brez bencinske črpalke - Cambiamenti in piazza a Pradielis

Cambia ancora la piazza di Pradielis/Ter, a Lusevera. E diventa più bella e grande, un po’ il centro di riferimento della frazione più popolata dell’Alta Val Torre. L’amministrazione comunale, infatti, sta sollecitando la società proprietaria del vecchio distributore di benzina affinché provveda quanto prima allo smantellamento della pompa, in tutte le sue parti.
«Ormai è da dieci anni che l’impianto non funziona più – fa notare il primo cittadino, Guido Marchiol –, di fatto da quando sono venuti a mancare i vecchi buoni benzina di un tempo e fare rifornimento in Italia piuttosto che in Slovenia non fa più molta differenza».
In questi anni la società ha provato a cercare un gestore, tra i cittadini che vivono in valle e anche fuori da Lusevera. Ma i margini di guadagno, per chi ha preso in esame l’offerta, non sono risultati sufficienti. La pompa prevede un’erogazione di carburante entro certi orari ben fissati, al di là del self-service, e anche i giovani fornai del vicino panificio non se la sono sentita di prendersi in carico l’incombenza, per la bassa resa in termini economici e per l’impegno che li assorbe con la clientela in negozio. Si era prospettata l’idea di un’erogazione sempre “fai da te” con pagamento da fare nel punto vendita di alimentari, che avrebbe limitato i disagi per i gestori anche in caso di pioggia, ma non è stata comunque ritenuta valida.
A questo punto, dopo dieci anni di chiusura, visti tutti gli insuccessi, arriva il momento di smantellare unimpianto “morto”, che ruba spazio alla piazza. «Il lavoro da fare non è indifferente – ammette il sindaco –; vanno tolte le parti visibili, quindi la colonnina, la tettoia e l’ufficio esterni, ma anche la cisterna e gli elementi interrati. Questo comporta un costo che non è minimale. Ma è un intervento che deve essere fatto, anche per ragioni di sicurezza».
I tempi non saranno brevi e, naturalmente, con questa operazione l’Alta Val Torre perde un potenziale servizio. Si tratta infatti dell’unico distributore della zona. Per chi vive a Lusevera/Bardo la prima pompa utile è quella di Tarcento/Čenta, in via Udine, che è anche l’unica della contermine e popolosa cittadina. Altrimenti ci sono, a Nimis/Neme, altri due punti di rifornimento. Per fare il pieno, insomma, qualche chilometro bisogna farlo. Così come per andare a fare benzina o gasolio in Slovenia, a Bovec, attraverso il valico di Uccea/Učja, ancora più lontano.
«Una volta rimosso l’impianto la piazza diventerà più grande e fruibile da parte di tutta la nostra comunità e non solo – dice Marchiol -; già oggi conta diversi servizi tra cui il parco giochi, da poco rimesso a nuovo, il panificio, il centro polifunzionale, la biblioteca di recente apertura, la vicina caserma dei carabinieri e l’unico bar rimasto aperto a Pradielis, quello dell’inossidabile Rita Battoia, 83 anni di forza ed entusiasmo, dopo la chiusura della storica osteria con cucina di fronte al distributore». Oltre la strada, infine, l’accesso alla sentieristica nei boschi che porta alla frazione di Lusevera, cui si accede dalla passerella in legno, completamente messa in sicurezza, con la comodità di un vicino comodo posteggio per le auto. (Paola Treppo)