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13 gen 2016

CIRIL ZLOBEC


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Ciril Zlobec, poeta, romanziere, saggista, antologista, traduttore, redattore, accademico, è nato il 4 luglio 1925 a Ponikve (Carso triestino, dalla parte slovena), nono e ultimo figlio di una famiglia contadina. La scuola elementare (italiana) frequentò nel vicino paese, le prime classi ginnasiali nel seminario minore, prima a Gorizia, poi a Capodistria. Nel 1941 fu espulso dal seminario “perché scriveva poesie in sloveno” (erano gli anni duri del fascismo) e, in conseguenza, “per assenza di spirito religioso”.
Gli anni successivi furono per Zlobec segnati dalla logica della guerra: a diciassette anni (sloveno “sospetto”) fu confinato in Abruzzo, nel settembre del ’43 ritornò in patria e prese parte attiva alla Resistenza slovena. Dopo la liberazione continuò gli studi a Ljubljana, si laureò nella lingua e letteratura slovena e russa, si sposò ed è padre di due figli. Per tre decenni lavorò nel giornalismo (prima da un quotidiano, poi alla Radio e TV), nel frattempo diresse due riviste letterarie (la prima per cinque, la seconda per trent’anni), ed era, tra l’altro, presidente degli scrittori jugoslavi, due volte deputato al Parlamento della Repubblica di Slovenia (organo collettivo), è membro di quattro Accademie delle scienze e delle arti: della slovena (Ljubljana, per due volte vicepresidente, ora membro della Presidenza), della croata (Zagabria), europea (Salisburgo) e della Mediterranea (Napoli).
Per meriti nel campo culturale e letterario Zlobec è stato più volte onorato con i massimi riconoscimenti nazionali sloveni, tra gli altri con la Medaglia d’oro per il lavoro (culturale) e con il Distintivo d’oro della libertà.

Ciril Zlobec ha preso parte a Napoli poesia (2001), Incontri internazionali di poesia di Sarajevo (2003), Sidaja. Incontri internazionali di poesia (Trieste, 2004).

Za Besedo Časa

Rad bi živel dolgo,
véndar ne umrl kot starec:
kakor ogenj
rad bi ves izgôrel,
a ne bil njegov poslednji plamen,
ki v pepel ponikne
kakor voda v pesek
brez sledu;
rad bi, da poti
ne bi odmerjala
mi bolj utrejenost
kot radovednost zanjo;
vso to pot bi rad 
– morda skopuh
morda razsipnež –
odmetaval ves svoj glas
od rojstva do tišine,
ki bo res poslednja,
ves svoj glas,
vse svoje oplojene zloge,
vse besede jeze in ljubezni
za besedo casa.

Ciril Zlobec


Per la parola del tempo

Vivere vorrei lungamente
ma non morire già vecchio:
come un fuoco
vorrei bruciare tutto
ma non essere l’ultima fiammata,
che va sepolta fra la cenere
come acqua fra la sabbia
senza lasciare traccia;
vorrei che la mia ansia
di percorrerla
e non la stanchezza
m’indicasse la strada
e per tutto il mio percorso
– forse avaro,
ma anche forse prodigo –
distribuire tutta la mia voce
dalla nascita al silenzio
ultimo e definitivo,
per intero tutta la mia voce,
ogni sillaba da me espressa,
ogni motto di rabbia o d’amore
per la parola del tempo.

(Napolipoesia, 2001).
traduzione di Grytzko 
Mascioni
http://www.casadellapoesia.org/poeti/zlobec-ciril/per-la-parola-del-tempo/poesie
cliccate il link e potrete sentire l'autore che recita la sua lirica con accompagnamento musicale

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